martedì 19 dicembre 2017

All'ombra della croce


È alla croce che ci si raccomanda prima di un massacro.
In verità essa stessa è un massacro senza eguali.


Introduzione

Passeggiavo pensieroso in riva al mare quando ho visto una stella affacciarsi tra due nuvole, col pensiero l'ho salutata. Ma è solo gas che brucia. Rincasando ho sentito un tuono che ruggiva allontanandosi e credevo fosse un drago possente giunto a reclamare la terra. Ma era solo un rumore del vento.
Vivere senza religione è come vivere senza poesia, si può, ma tutto ne risente. La religione che abbiamo ereditato dai nostri padri ci pesa come un'incomprensione o un fardello che sentiamo distante, eppure avvertiamo che solo essa ci separa dal più nero ateismo. In attesa di altre rinascite spirituali, in queste notti lunghe e fredde, guardo alla croce come un naufrago guarda al mare: causa del suo disastro, eppure unica via per fuggire da quell'isola inospitale che è la verità, e la vita.

Pietà

Sempre più la Chiesa dà l'impressione di voler e poter solo sopravvivere a se stessa. Immagino questi strani uomini che vivono in vaticano con un unico pensiero in testa: barcamenarsi nei secoli. Che sia la permanenza nell'arte, in un'incisione nel marmo o su una gialla pergamena, quella è l'unica vita oltre la morte in cui sperano ancora.
Svuotato di ogni forza, stiracchiato su duemila anni di rinunce, il cristianesimo scricchiola, non ha più neanche la forza di raccontarsi. Lontano dal silenzio dei monasteri, è nella chiacchiera che trova nuove energie, ultima risorsa per godere di credito presso i disperati.
Teologia blaterata quella di questo terzo millenio, priva di ogni lapillo spirituale. Da dottrina immiserita, tradotta in buonismo per le masse, la croce può sostentare se stessa per qualche altro decennio, a patto di mettersi in ridicolo una volta per tutte davanti agli atei, che finalmente potranno guardare con pietà verso di essa.
Ma non era proprio la pietà che cercava?


Musica sacra

La musica sacra cristiana, apogeo della cultura musicale europea, eleva le lacrime al paradiso, sciogliendo nel pianto delle sue note l'anima umana. Essa soltanto bastava a legittimare Dio e la sua chiesa.
Non è un caso che sia andata pressoché dimenticata. Oggi orde di chitarristi infestano i luoghi di culto, banalizzando l'interiorità con canzoncine in rima, mentre una platea sempre più sbigottita batte le mani al ritmo della propria incredulità. Eppure basterebbe un organo a far resuscitare Dio. Un adagio di Bach potrebbe rinvigorirlo per altri due millenni.


Regno dei morti

Il cristianesimo non si è compiuto, le sue promesse sono rimaste irrealizzate nei cimiteri. Non un solo cadavere ha mai percorso mezzo passo verso il cielo.
Invece di prenderne atto e sparire nel vortice delle religioni passate, ha fatto del proprio fallimento un punto di forza, delle proprie testardaggini una medaglia al torpore.
Svanendo, avrà oltrepassato di almeno mille anni la sua durata nelle intenzioni. Eppure chi, dopo la sua dipartita, avrà ancora il coraggio di predicare il bene fra gli uomini?
Con lui sparirà anche l'ultima aspirazione a un cielo migliore, che per quanto inadatta alla nostra specie restava l'unica in grado di sostenerci.


Valle di lacrime

Per duemila anni il golgota ci ha negato la Luce.
Un'eclissi dove a coprire il sole era la Croce.


L'inganno

Avete mai visto due sposi uscire ridendo da una chiesa? come conciliare una tale felicità di abiti e sorrisi sotto la croce? Come chiedere legittimazione per le proprie gioie a quel volto scavato dal sangue?
Da quando ci siamo resi conto che era impossibile, lo abbiamo dissociato. Non giunge più alle nostre orecchie quel suo disperato lamento, in un processo transgenerazionale abbiamo elaborato il lutto della sua dipartita senza possibilità di ulteriori commozioni.
Gli sposi ridono di lui, della sua inattualità. Ridono di indifferenza.


Cimitero infinito

Definire la cristianità? un cimitero senza confini. Che poi sia scaduta nella banalità del buono lo si deve alle costrizioni dei tempi. La sua intenzione era di fondare necropoli e dominare cadaveri.
Nascendo nel dolore, è nel dolore stesso che trova il suo compimento: osservate i cristiani, essi volgono al pianto. E rinnovano il proprio dolore davanti alle tombe dei loro morti.
Nessuna reale vocazione di allegrezza, la religione del Dio Morto prospera nella disperazione.
Il suo spazio ideale? il peggio, e le urla dei dannati.


Inappetenza

La decadenza di una religione non si vede dalla sua gerarchia, che è l'ultima a mostrarne i segni, ma dalla base dei più umili fedeli. Quand'ero ragazzino, prima di cresimarmi, mia nonna invitò il prete a pranzo. Le sue preoccupazioni vertavano solo sulla cottura della pasta e del pollo, quelle del prete sul mangiarne in abbondanza.
Nessuno si curava dell'anima mia, né di come stessi. Seppi così che non vi era nessuna anima in me, a malapena intravedendo le conseguenze di una tale consapevolezza.
Oltre alla fede persi anche l'appetito.


Il pianto

Ci è dato solo di piangere. L'unica nostra creazione sono le lacrime, tutte le nostre arti e i nostri slanci risiedono nel pianto. Non a caso si può piangere per qualsiasi cosa, di gioia come di dolore. Di amore come di noia. Linguaggio universale, tutto è traducibile in pianto.
Ed è solo piangendo che riusciamo a dire tutto.


Paradisi decomposti

Noi tutti possiamo ricordare la prima volta che abbiamo pensato a dio e, se c'è stata, quell'unica volta in cui, con lui, abbiamo chiuso per sempre.
Che immagini meravigliose creano i bambini, io avevo immaginato con la mente un paradiso colorato di tinte che andavano dal blu al celeste, dove anime fluttuanti godevano la propria eternità vicino all'Altissimo.
Che spettacolo! anche se un po' triste a dire il vero. Chiesi a qualcuno se le anime in un tempo così lungo a non far niente si sarebbero annoiate - più tardi arrivai a pensare che sarebbero certo impazzite -, e mi fu detto che vicino a dio non ci si può annoiare.
Per qualche anno l'immagine restò la stessa. Poi una domenica, in chiesa, sfinito da una lettura interminabile, la feci finita con dio e i suoi servi, stabilendo una volta per tutte che una tale quantità di parole così inadatte a me e a tutti i presenti non potevano significare niente.
Allora l'immagine non cambiò: svanì del tutto. Dio e quel paradiso celeste era come se non ci fossero mai stati. Ma non ebbi a soffrirne, e facendo un patto con me stesso rimandai la questione a un'età più adulta, ossia quando avrei avuto il tempo, e la predisposizione, per pensarci.
Ora cos'è rimasto di quella visione? c'è ancora, ma è rossa, Dio è un gigantesco altare vuoto e le anime, annegate nel tedio, vagando si dissolvono: non c'è più nessuno in quel mondo al di là di questo, non c'è mai stato. Eppure anche se non posso sentirla so che vi aleggia una certa puzza di decomposizione.


Dio

Dio, quest'atarassia senza benessere.
Dio, morfina dei nostri inganni.


All'ombra della croce

All'ombra della croce non soffia nessun vento di salvezza. Apoplessia della putrefazione, terra scura di sangue, chi mai vi ha trovato un conforto che non avesse una qualche affinità col desiderio di morire?
Se il cristianesimo non punisse con l'inferno i suicidi, ci saremmo tutti ammazzati, e solo per poterci identificare con quello che è stato il detentore della croce, un cadavere, e alla cui ombra volteggiano senza sosta i corvi della fame.


Sofferenza per tutti

Quante generazioni hanno pianto contando le costole nude del Cristo, quante disperazioni e capelli strappati per quel suo volto agonizzante e smagrito. Duemila anni di speculazioni su un giudeo torturato.
E ora? ora non abbiamo più lacrime. La crisi di pianto nata dalla morte del mondo antico è finita, nessuno più bada a quell'uomo straziato. Come è potuto succedere?
Si è trattato di una follia collettiva, il tasto del dolore è stato toccato al punto giusto e con le dovute sollecitazioni. Quel dolore è finito, e ormai ci resta solo il nostro. Più nessun Dio con cui condividere la personale sofferenza quotidiana.


Europa e cristianesimo

Piegato su se stesso, immemore del passato, avido di dominare i pensieri di tutti, un Dio scalzo e psicopatico ha spazzato via il buon senso dell'Europa. Qualsiasi altro continente sarebbe sprofondato sotto il peso di quel Nulla tonante: l'Europa è riuscita a farne un trampolino verso l'infinito, dominando il mondo e le arti. Se ciò è stato possibile lo si deve senz'altro all'eredità del mondo antico, e alla superiorità dell'uomo bianco sulle altre razze. Neanche il cristianesimo ha potuto arrestarci, tutt'al più ci ha scalfito.
Veleno potente il cristianesimo, ma verso il quale abbiamo sviluppato una totale immunità: non può più ucciderci, né tuttavia farci vivere.


Qualcosa di bello

Una ragazza, per la processione del quartiere, mi mostrò aver costruito una croce di legno. Mi disse, con queste esatte parole, che era per "fare qualcosa di bello". Poi in un sorriso celò la sua confusione.
Io, in un sorriso, celai la mia.


Il suo corpo

Il pensiero delle giovani monache prima del dogma di Maria aveva ancora delle vie di fuga. Diedero loro una Madonna in cui rivedersi, per smettere di pensare al corpo di cristo...


Teschi

Folle di anoressia, santa Rita si lasciò morire di fame. Aveva intravisto, in quella croce osservata con ardore, lo scheletro della ragione; a cui volle offrire il proprio.


Vero Amore

Prima di ogni altra cosa Dio deve sedurci. Da innamorati crediamo senza vedere, e credendo ci consoliamo di un amore che da tutti i punti di vista sembra non essere corrisposto.
Masochisti dell'assoluto, vorremo a quel punto morire d'amore per Lui, riscattando quell'indefferenza con le nostre ultime lacrime.


Il vuoto

L'universo si espande, le galassie si allontanano. Tutto è sempre più distante, più piccolo.
Come concepire una creazione che va diradandosi in nulla se non si ha la passione per il vuoto?
Sentite cosa ho da dirvi: solo un Dio che non esiste poteva rappresentare questo stordimento della materia che è il nostro spazio di azione. Solo la sua teologia del nulla poteva rassicurarci a proposito delle nostre mancanze.
Infine, soltanto la sua vasta solitudine poteva giustificare la nostra di quaggiù.


Scrivendo

Scrivere vuol dire esaursirsi su un foglio. Impoverire noi stessi per darci ad altri. In un certo senso si tratta di uno sfogo.
Certo non vi sarà sfuggito che Dio ha il suo inizio proprio nel verbo (al principio era il logos).
Scrittore anche lui, scrittore come tanti, Dio, che voleva solo, scrivendole da qualche parte, sbarazzarsi delle sue angosce.
Difatti eccoci qui.


Schiavi

La speranza in una salvezza proveniente da altri, foss'anche Dio, è la caratteristica degli schiavi. Impossibilitati a far da sé necessitano l'aiuto di un padrone, o del suo Nemico.


La storia

Possiamo rallegrarci per il fatto che Dio non esiste e la Storia non ha alcun senso?
Forse possiamo riuscire a farlo pensando a quel momento in cui il vuoto si è convertito prima in materia e poi in vita, rompendo con quell'ortodossia del Nulla che dominava ogni cosa, e pensandolo come a un attimo di poesia cosmica. Nel senso etimologico del termine infatti poesia significa "prodotto".
Più difficile da accettare è la mutazione di quella vita in Storia. Sfogliando i secoli ci troviamo di fronte a quei principi immutabili ma passeggeri che ne hanno massacrato comparse e protagonisti. Nient'altro che una serie infinita di sbudellamenti e idee mostruose.
Se posso perdonare la materia di essere divenuta vita, non posso perdonare alla vita di aver creato la Storia, di cui la civiltà è solo un sistema imperfetto per catalogarne le disfatte.


Il Morto

Pensate al cosmo come a un cimitero. Alle stelle come giganteschi ossari lucenti. I pianeti tombe orbitanti. E le galassie, dentro cui tutto ciò si muove e danza, delle tremende sfere di morte che ruotano senza meta. L'universo comunque lo si veda è la nostra bara.
Non stupisce allora l'aver riposto per venti secoli sogni e speranze in un morto appeso alla croce. In cos'altro si può rivedere un uomo che guarda il cielo?
E quando sediamo nel buio della notte, è il cadavere dell'universo a illuminarci da tutti gli spazi.



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1 commento:

  1. Non apprezzo il cristianesimo. Però credo che verrà sostituito da qualcosa di ancora peggio.

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