mercoledì 28 dicembre 2016

Un inverno per sterminarli tutti



Sto scrivendo ed è il giorno più corto dell'anno, farà notte alle.. non so, diciamo verso le 16, va bene? farà notte verso le 16 o giù di lì, e fino a domani alle... non ne ho idea perché mi alzo alle 13, ma diciamo che fino alle 7 del mattino non si vedrà il sole.
Ci vuole un bel coraggio per lamentarsi di tanta oscurità, però ecco, non so cosa dire, alla gente non va mai bene un cazzo, ho sentito persone lagnarsi di tutto, persino del fatto che a dicembre fa freddo: che viziati.
Tra l'altro del freddo non c'è ancora traccia, stiamo diventando un dannato paese tropicale perennemente umido e afoso. Mi manca sempre l'aria e non sono ancora riuscito a mettermi un maglione, ho su magliette da agosto. Mi sembra che gli alberi stiano marcendo per quanta umidità c'è, senza contare che il freddo serve anche ad ammazzare certe bestie che altrimenti ci sommergerebbero, così come la pioggia a lavare un po' di schifo che c'è in giro. Ieri sera pioveva ma per la prima volta da un mese. Anche questo mi sembra poco normale.
Ho l'impressione che pure gli edifici storici stiano marcendo, è come se con la complicità di tutto, anche del clima, la nostra civiltà stia andando in putredine anno dopo anno, e allo stesso tempo riempiendosi di roba che non c'entra un cazzo e che ne accelera la putrescenza.
Eppure quanto ci farebbe comodo un Inverno rigido e nevoso. Perché? ma intanto farebbe bene a noi, tutti hanno il diritto di starsene almeno due settimane l'anno in casa a guardare la neve che cade infilando calmanti dentro il punch caldo, per poi rimboccarsi ben bene le copertone e sognarci dentro al caldo, col lenzuolo che copre la faccia; così come tutti hanno diritto a leggere un buon libro davanti al camino, mentre mandano giù calmanti, e fuori il gelo spacca le pietre.
Questo era pacifico.
Poi vediamo, ah sì, gli stranieri. Gli stranieri non sopportano il freddo, anche questo è pacifico.
Va da se che per stranieri intendo i non-europei. Pensate che effetto avrebbero certe temperature sugli africani, roba che se ne tornerebbero in massa nel loro bel continente, senza contare che, insomma, di sicuro finché le temperature sono glaciali non ne arriverebbero, o arriverebbero talmente cotti dal gelo da spezzarsi come statue di vetro appena toccano terra.
La natura, poi, verrebbe spazzata via, totalmente, senza pietà. Niente di vivo tranne le profondità delle radici e delle tane. In superficie tutto tace, nulla si muove che non sia stato scosso dal vento. Una rigenerazione vera, profonda, che permetta davvero un rifiorire a primavera, e che non sia una semplice pausa con diritto di partecipazione. Le piante devono morire come morivano una volta. Ora muoiono? ora non muoiono più, si limitano ad appassire per un po'. Devono morire! L'inverno che ho in mente farebbe morire tante cose. Pure un cavallo che se ne va in giro fuori dalla stalla, dove vai? tac, morto, stecchito. Così impari a stare a casa tua, no che te ne vai in giro. Il freddo non perdona. Se muore un cavallo figuriamoci un nord africano che non ha neanche il pelo.
Dodici metri di neve, dodici metri! le case dal tetto piatto non devono esistere, ma le avete mai viste quelle case lì? dodici metri di neve e poi che ci resta, crolla tutto e via, andate a costruirle in africa quelle schifezze. Mi sto innervosendo. E le palme nei centri storici? il gelo le brucerà, a primavera - lontana, non prima di luglio - devono esserci solo piante europee, le palme andate a piantarle al cairo maledetto il signore. Ci siamo capiti?
Se ci siamo capiti allora va bene. E poi sentite, io nel freddo dell'inverno che verrà ci voglio buttare pure chi guarda forum. Lo so che ci sono individui peggiori al mondo, vorrà dire che a quelli ci penserete voi. Io ce l'ho con chi guarda forum, stupidità popolare e giudici insieme. Ma andate a drogarvi. Mi verrà in mente altro quando ci penserò un po'.
Va be' su, non importa. Qualcuno sotto la neve ce lo si deve mettere per forza, poi con calma si decide chi e come. A proposito di calma: quando vedo le... non so neanche come chiamarle, lucine natalizie? Tutte quelle luci lucette e lucine sparse ovunque da dicembre a gennaio, che sembrano voler minacciare le lunghe notti con il loro sfolgorio epilettico e una tonnellata di cattivo gusto, ebbene quando le vedo non sto calmo per niente, anzi, avrei voglia di fare stragi indicibili e incendiare tutto. Perché rovinare il mondo con degli orpelli simili? non fa già abbastanza schifo?
Se su una brutta città stendi un manto di lucine rimarrà sempre una brutta città, tutt'al più assurgerà al rango di puttana travestita. Proprio così, e non è un caso che in generale si sentano tutti più puttane, il natale ci introglisce e ci rende pure un po' frocioni.
Dodici metri di neve sopra le città illuminate e i frocioni.
Qui ci vuole un po' di gelida rabbia, di astrattismo dilaniante per fare di tutto uno schizzo di sangue e proiettarlo sulla pelle e sui muri: e poi cannonate.
Mentre scrivevo è sceso un buio fitto e l'alba è lontana. Che pace, che rabbia.

Sto scrivendo ed è l'ora più lontana dal giorno, quella in cui si può fare e dire tutto a patto che nulla ci disturbi. Qualsiasi cosa la puoi tirare fuori. E farla.
Se quello che voglio fare lo scrivo poi non si avvera. No, oh no no, non si avvera. Bisogna che vada e lo faccia. Ora che è buio, sì sì, vado e lo faccio. Lo faccio lo faccio!
Li ammazzo tutti, tutti! e poi che mi vengano a cercare, qui, nella notte più lunga!