mercoledì 26 maggio 2021

Vuoto e Forma

 



Ogni cosa è perduta

Amore mio
non c'è più quella magia nei tuoi occhi
il futuro è un'illusione e il passato un fantasma
il tempo sono solo anni che se ne vanno
la Morte è solo vita che si spezza
e noi siamo solo pezzi di carne
che si incastrano
perché non c'è più magia nei nostri occhi.


Il Mago Nero

I sapienti lo conoscono
i maghi pari suoi lo temono
gli incantesimi gli parlano
della notte si raccontano
così le ombre intorno danzano
lontani spettri che lo chiamano
da nere tombe essi sospirano
e nebbie scure lo attraversano
il tempo e i morti gli obbediscono
ma lui è indifferente a tutto
perché non c'è amore per lui
nell'universo
in quest'universo.


Condannato a Morte

In lontananza la tragedia dell'alba
oscuro si oppone un minareto
nessun suono dalla forca
nessun suono dalla campana
oscura si apre una botola
nessun suono dal mattino.



Vita eterna

E adesso, uomo solitario
cammini nelle ombre
sei solo, niente amici
ti nascondi dal sole
il tuo sentiero è oscuro
non credi a nessuno
neanche a te stesso
neanche a Lucifero
e non vuoi morire
non vuoi
ma morirai
e brucerai all'inferno
mostri e pazzia
per sempre.

martedì 4 maggio 2021

Esistere

 

La vita



Ormai sono sempre più convinto che la natura, avendo creato me, merita di scomparire. Bruciamo questo cazzo di pianeta. E io che me ne farò di questo tempo che mi è dato di vivere, lo sto sprecando? ed esiste forse un modo per far sì che tutto, la vita, gli altri, i sogni, le speranze, che tutto questo non sia solo uno spreco di tempo? Pensiamoci un attimo... ma del resto pensare non è mai servito a niente. Inizio a pensare, ma è già da un po', che qualcosa nei geni di acuni li costringa a non prendere mai troppo sul serio l'esistenza. Dopotutto l'unica differenza tra una marionetta coi fili, e noi, è precisamente questa: noi non vediamo i fili. Si può fare lo stesso discorso coi binari del treno: impossibile deragliare, la strada è segnata. Certo, queste sono tutte sciocchezze, scuse, ma ottime sia come sciocchezze che come scuse. A cosa aggrapparsi? Dio è morto, e non come diceva quell'ingenuo di Nietzsche, ossia che a un certo punto l'uomo lo ha come smarrito, nossignore, sappiamo tutti come è andata: si è suicidato. E non ora o qualche anno fa: prima del tempo. Quando ossia c'era solo lui. E non si sopportava. Era l'unico essere, c'era solo lui, e la cosa deve essergli risultata insopportabile - del resto si sa com'è con la solitudine - a tal punto che si è ucciso. L'universo è il suo cadavere in decomposizione. Io l'avevo già scritto tempo fa che nebulose e galassie sembrano sepolcri, e che l'universo è solo una bara, e lo è davvero, ogni luce che ci giunge dal cosmo una putrefazione ulteriore. Le stelle sono fuochi fatui del cimitero universale, lugubre gas da decomposizione.

In un universo siffatto bisognerebbe solo ammazzarsi. Ma come si fa, non si può proprio. Non ci si riesce e non c'è niente da fare. Sì per carità, qualcuno ci riesce anche, ma quale stravolgimento bisogna attraversare! Io penso che il suicida mentre compie l'atto non è già più vivo, è già qualcosaltro, non è più di quaggiù, è di un altrove indefinito che già confina col Nulla. Del resto neanche gli umani sono completamente di quaggiù. Dentro di noi c'è qualcosa di tremendo che non è naturale. Siamo di qualche altra parte, siamo grandiosi, oh sì, che grande miseria ci è toccata in sorte: né animali né angeli. Eternamente a rincorrere l'essere qualcosa. Puttane della materia. E poi muori. Sapete cosa resterà di noi tra mille anni? (e mille anni per l'universo sono una bazzecola), se va bene le ossa. Tutto costa un'enorme fatica e ogni premio non sembra essersela meritata. Qualsiasi cosa è già stata detta o pensata, eppure ci sgoliamo a dire e ci strangoliamo a pensare. Intanto il vicolo cieco avanza. Un vicolo cieco infinito. Allora cerco di distrarmi e mi drogo: ottengo solo altri vicoli ciechi. Il piacere è effimero come una candela al vento, come la vita, e niente, niente torna, tutto lentamente se ne sparisce via, le cose belle sono sempre più rare, i momenti di sbalordimento esistenziale più frequenti, le emozioni sempre più blande e meno mordaci, tutto stanca, tutto stufa, sotto al sole non c'è salvezza: i saggi sono paralizzati da quello che sanno; gli sciocchi sono muli sulla mulattiera della vita. Tutto va, tutto passa, resta solo il peggio o le inamovibili stronzate delle abitudini, siamo soli in una notte illuminata dal cadavere in decomposizione di Dio. Spesso pensiamo: farò questa cosa in modo che mi resti un bel ricordo: ma da vivi i ricordi ci tormentano, sono i fantasmi della mente. Oppure alcuni pensano: mi innamorerò. Ma a niente vale che qualcuno ci apprezzi. E se siamo noi ad amare ci rendiamo conto di soffrire per un capriccio di natura. Del resto non ci si può sottrarre a tali cose, nè queste nè altre. Infine si diventa fatalisti.

Carina questa ragazza che ho davanti mentre scrivo. Ha i capelli rosa. Sembra un coniglio animato. Quando non ci sarà più posto all'inferno i morti cammineranno sulla terra, diceva un tizio in un film di Romero, Dawn of the dead. Vale anche per i vivi. Quando non ci sarà più posto laggiù, quassù ci riempiremo di viventi. E sarà un inferno. Ad ogni modo questa ragazza dovrebbe farsi crescere le orecchie e saltellare. Wow!

Guardo il cielo pieno di nuvole. Sembra, quand'è così, che sopra possa esistere qualcosa, qualunque cosa. Invece c'è solo morte (cit. un mio amico).