lunedì 3 luglio 2017

La giornata ideale

Giornata ideale




Volevo solo dirvi qual è la mia giornata ideale. Sono un tipo che ha poche pretese, e quelle poche mi sembrano anche troppe.
Dunque, ecco... cominciamo proprio dall'inizio, dal risveglio. Per cui, mi sveglio. Accidenti, un altro risveglio. Svegliarsi è come nascere già compromessi, senza le prospettive dalla nascita originale, quella dove, giustamente, essendo nato piangi, e se non lo fai ti picchiano, perché devi fin da subito piangere. E quindi mi sveglio, mi muovo un po', non ho fame, ho molta sete, di alzarmi non mi va, perché poi dovrebbe? Ma come gli uccelli migrano al sud d'inverno, un istinto di corrotta preservazione mi spinge a scollarmi dalle lenzuola amaramente sudate e penzolante deambulare in cucina. Preparo la moka del caffè, vi accendo sotto un incendio, piscio davanti allo specchio - che faccia, sempre peggio -, e appena sento il borbottio spengo, verso, mescolo, bevo, ah!, i polmoni si dilatano, il cuore pompa più forte, riacquisto lucidità, dopodiché mi siedo sul divano, e, da sotto, nascosto tra i pioli, tiro fuori una scatola né grande né piccola, ma notevole, di legno lucido il quale ha sempre una gran classe; me la metto sulle gambe ancora nude perché ero e resto in mutande, e con un click la apro. Dentro c'è un congegno magico. Ma no, non magico come Merlino o Sauron, magico nel senso che... non so come funziona. Come il computer dal quale sto scrivendo: lo so come funziona? no. Ne ho una vaga idea? no. Quindi è magia, funziona così, dopotutto, nevvero?
Bene, come dicevo tiro fuori questo congegno che, non sapendo come funziona, per me è magico, ma del quale conosco la funzione, che è semplice e terribile assieme, ed è questa: la fine del mondo.
Sì signori, difatti al centro del congegno c'è un pulsante rosso acceso, e sotto una breve scritta: premere per far finire il mondo.
All'inizio non ci credevo, figurati se basta premere un pulsante per far finire il mondo, sarà una baggianata; stai a vedere che basta premere qui e pam! tutti scheletri, tutti putrefatti. Anche i bambini e le donne, s'intende, e forse loro per primi. Ma tant'è che non ci vedevo chiaro. Come funziona questa cosa? mi chiedevo. È come quella poesia di baudelaire dove lui vede una carogna in decomposizione e subito si immagina l'intera umanità in putrefazione e nella sua mente ciò si avvera?
Non lo so e non posso saperlo: dopotutto si tratta di magia. Un breve foglietto inserito per istruire l'utilizzatore, dice così: al momento dell'attivazione, tutti diverranno istantaneamente degli scheletri lì dove si trovano, secchi secchi, schiantandosi al suolo in tanti pezzetti. Le tombe esploderanno, il cielo romberà tuoni e cannoni senza che una goccia di pioggia sappia cadere, le strade si storceranno tutte senza portare più in nessun luogo, le bestie si faranno timide andando a morire dietro dei grandi massi, gli alberi s'illumineranno in grandi incendi spontanei, tutte le costruzioni dell'uomo pensate per durare nei secoli sbricioleranno come pane secco, le città si apriranno in bocche nella terra spalancate di denti immani, le grandi vette si livelleranno, i mari sbiadiranno mutando vari colori fermandosi a un rosso acceso, e subito bolliranno facendo di tutta la vita che custodivano un gigantesco lesso maleodorante; gli uccelli si faranno di pietra cadendo, quelli sfuggiti alla maledizione voleranno fino allo stremo per ricadere con rumori imbarazzanti: poi il cielo barcollerà, le stelle si spegneranno, tutti i libri prenderanno fuoco come giustamente sarebbe dovuto accadere da quando furono inventati, i fiumi esonderanno prosciugandosi, la stirpe dei rettili si seccherà al sole, e il sole stesso dopo aver cotto ben bene tutto ciò che restava da cuocere prenderà un colorito rosso scuro, poi blu, infine senza tanti rimpianti si spegnerà come un tizzone bagnato, dimenticando alla luce questo angolo di spazio tormentato. Nel buio totale venti dal cosmo faranno polvere di quel che resta. Da ultimo questo gran polverone che era la terra e la vita e tutto quello per cui avevamo ansie e paure e speranze verrà soffiato nel buio verso altre disgregazioni e peregrinazioni millenarie.
E in questa giornata ideale, finito di leggere le istruzioni sotto al grane pulsante rosso, depresso, stanco, scoraggiato, triste, mezzo morto di paura, starò lì lì per premere il bottone rosso, il bottone di nessun giudizio universale, l'interruttore che accelera il nulla delle cose e le fa scadere prima, prima di quella sciocchezza di tempo che qualche dio/fabbrica ha impresso sulla loro data di conservazione.
E vorrei davvero premerlo, e poi che mi importa, e poi che mi cambia? Lo premo e via, dai! giornata ideale, la fine di tutto, l'inizio di un Niente perpetuo, un Vuoto inarrestabile.
E poi vedo che sotto quel bottone ce n'è un altro, e c'è scritto così: se premi qui muori solo tu. Esplodi come nello spazio.
Ah! solo io? troppo facile, e gli altri, e tutto quell'ammasso di materia di 'sta palla vergognosa che orbita ostaggio del sole dovrebbe andare avanti?
È nero questo bottone. L'altro è rosso, questo nero. Ma io voglio sinceramente la fine di tutto. Che nausea, che mal di stomaco, di testa, di reni, di fegato. Il mondo mi fa male agli organi, i miei organi soffrono il mondo. Ma poi, mi dico, se muoio io, e se muore tutto, non è lo stesso? se sono morto è finita e non mi rendo più conto che c'è ancora un mondo, un sistema, un universo. È proprio la stessa cosa, e allora... faccio a caso, nero o rosso, rosso o nero, vediamo cosa esce... Rosso!
La fine di tutto, ora premo e tra un attimo non c'è più niente, e tutti quegli esseri viventi che strisciavano sudavano rantolavano e soffrivano sulla superficie di questo satellite orbitante e di chissà quanti altri smetteranno di farlo.
E tutti quegli esseri viventi che strisciavano sudavano rantolavano e soffrivano sulla superficie di questo satellite orbitante e di chissà quanti altri smetteranno di farlo....
E tutti quegli esseri viventi che strisciavano sudavano rantolavano e soffrivano.... ennò, troppo comodo.
Alla fine la giornata ideale è quella in cui io muoio, e voi tutti quanti e tutto il resto rimane, continua a vivere, a dimenarsi disperato in questa assurdità che l'universo stregato ha creato e a cui diamo il nome vita.
E allora pulsante Nero. Premuto! Oh, ci siamo, mi sento morire da solo. Che giornata ideale!


- scritto di getto -

2 commenti:

  1. La mia giornata ideale è quella in cui riesco a campare per un altro giorno. Per crepare c'è sempre tempo. Mediocre, lo ammetto.

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    1. la mediocrità è al potere, quindi puoi usarla quanto vuoi

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